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Antonella Laudisi (Il Mattino): "Saper scrivere è un dono di Dio"

                                                     


“Il problema della forma è che la forma è come il coraggio, se non ce l’hai, non te lo puoi dare, se uno non sa scrivere non imparerà mai a scrivere perché saper scrivere è un dono di Dio”. Parola della giornalista Antonella Laudisi che dirige l’edizione di Caserta de “Il Mattino” che ha aggiunto: “Si può imparare a scrivere utilizzando bene la grammatica e questo è già importante però poi la scrittura è fatta di tante altre cose. Ognuno di noi deve ringraziare il Padreterno se quel dono ce l’ha. Per scrivere bisognerebbe essere innanzitutto lettori”. Il pensiero del numero uno dell’edizione casertana de “Il Mattino” è racchiuso in queste parole. Parole sacrosante. Anche nel microcosmo del giornalismo locale esistono infatti tanti esempi positivi fatti di buona scrittura ma purtroppo anche qualcuno di cattiva scrittura. Quello della forma è un problema sentito e importante. Il lettore è sovrano assoluto ed ha tutto il diritto di leggere un articolo scritto bene. “I responsabili degli "orrori" - ha aggiunto la Laudisi - sono gli autori degli articoli che fanno una brutta figura. Non dovrebbe accadere. Il giornale che ospita l’articolo in questi casi fa una brutta figura oggettiva non certo soggettiva. Il correttore di bozze non esiste più all’interno dei giornali e ciò è un grande danno per tutti perché era una sorta di paracadute. Siamo più esposti agli errori che a volte sono dovuti alla fretta, alla stanchezza che ad un certo punto della giornata si fa sentire e anche l’attenzione per certe cose cala”.
Altri due aspetti non secondari del lavoro giornalistico toccati dal direttore Laudisi sono la precisione e la verifica delle notizie: “La precisione nelle notizie è una linea del nostro giornale. Il ruolo del giornalista è quello di verificare se quella notizia che quel giorno arriva via email o via fax è reale o meno. Ci dovrebbe essere il giornalista che gira, quelle che vengono chiamate le antenne sul territorio. Le notizie a volte vengono anche dalla semplice osservazione. Questo è l’occhio del giornalista. Si può dare spazio alle cattive e alle buone notizie. Noi abbiamo due pagine di Giro Città più leggere, di alleggerimento rispetto ai temi pesanti. Cerchiamo di dare spazio a tutto”.
“La cronaca – ha rimarcato il direttore - è l’unica vera palestra del giornalismo. In una redazione di cronaca ognuno ha il suo ruolo e le mansioni restano affidate dal direttore. Facciamo tutti lo stesso lavoro. Dobbiamo essere in grado di fare tutto senza nulla togliere al fatto che ognuno ha una certa predisposizione personale. Il capo, che serve anche a questo, individua per quel particolare servizio la persona più adatta. Ci sono tanti modi di affrontare le notizie. Sulla quantità non si è vincenti. Non c’è concorrenza con i giornali locali, sarebbe stupido. La concorrenza non si fa sulla quantità ma sulla qualità che è più importante. Oggi non è più il giornale che dà la notizia ma l’approfondimento. Per quel che ci riguarda non è previsto un aumento di pagine perché non servono molte più pagine rispetto a quelle che ci sono già. La nostra foliazione normale a Caserta è di dodici pagine”.
Ultimo aspetto ma non per questo secondario del lavoro giornalistico tracciato dalla Laudisi è quello del fiuto della notizia: “E basilare capire le notizie, avere il fiuto su cosa è più importante da valorizzare e quindi da mettere più avanti e le cose posso cambiare all’ultimo momento”.

Marco Malaspina

Pubblicato il 18/2/2011 alle 15.7 nella rubrica diario.

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