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Caserta - 13 ottobre: dichiarato dissesto finanziario
post pubblicato in diario, il 13 ottobre 2011


13 Ottobre 2011: una data che rimarrà impressa nella memoria dei casertani: il Comune si è visto costretto vista la situazione disastrosa in termini di debiti accumulati negli anni (si parla di circa 160 milioni di euro in totale) a dichiarare il dissesto finanziario. Bicchiere mezzo vuoto o bicchiere mezzo pieno? Sì, perché a voler vedere la situazione sotto una angolatura particolare non è tutto negativo visto e considerato che il dissesto prevede tutta una serie di procedure che creano una sorta di spartiacque tra il passato e il futuro: ciò sta a significare che tutto ciò che è pregresso compresi i residui attivi e passivi non vincolati, viene estrapolato dal bilancio comunale e passato alla gestione straordinaria. Un apposito organo (nominato con decreto del Presidente della Repubblica) si occuperà del passato con riferimento al 31/12 dell’anno precedente redigendo un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione patologica che ha creato il dissesto mentre l’Ente Locale con il suo consiglio eletto inizia una nuova vita finanziaria sgombra dal peso del passato. La dichiarazione di dissesto, qualora non fosse arrivata dalla giunta comunale, sarebbe stata presa dal Prefetto, così come dichiara lo stesso sindaco Del Gaudio, rendendo pubblica una nota della Corte dei Conti che risale allo scorso gennaio. Ora si attende l’insediamento della commissione prefettizia, chiamata a esaminare tutti i debiti dell’ente. Che tradotto significa che “per il momento non ci sono i soldi per pagare l’energia elettrica, la mensa non è attiva perché non siamo in grado di pagare i fornitori. L’elenco dei creditori è lunghissimo”, come ha dichiarato lo stesso sindaco Pio Del Gaudio che ha preso questa decisione dopo aver consultato il collegio dei revisori dei conti. C’è da aspettarsi ora il solito “valzer” dello scaricabarile riguardo le responsabilità tra chi gli amministratori attuali e quelli passati. Sta di fatto che di questa situazione si era al corrente già dallo scorso gennaio (come si evidenzia da una nota della Corte dei Conti esibita dallo stesso primo cittadino). Una cosiddetta “valle di lacrime” se si considera la stangata Irpef in arrivo con il raddoppio dell’addizionale nel 2012 e uno scenario che vedrà i genitori sobbarcarsi l’onere dei costi dei servizi per quel che concerne i servizi di mensa scolastica e asili nido. Il Comune di Caserta ha bisogno di ossigeno altrimenti rischia di morire sotto i colpi dei creditori: lo scenario futuro si presenta denso di nubi: i tre commissari che giungeranno dal Viminale avranno l’arduo compito di mettere a posto i debiti. Palazzo Castropignano avrà tre vantaggi: potrà utilizzare la vendita del patrimonio immobiliare anche per necessità di cassa corrente; il blocco delle procedure esecutive e la sospensione di interessi e azioni; la definizione in ragione di un 40 per cento minimo e di un 60 per cento massimo per la liquidazione delle situazioni di credito che saranno di volta in volta stabiliti dal commissario. La normativa sul risanamento finanziario prevede la sospensione della decorrenza degli interessi sui debiti ed il blocco delle azioni esecutive. La possibilità di poter accedere ad un mutuo ventennale a carico dello Stato è preclusa a seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n° 3 del 2001. Pertanto, ad oggi, tutti gli Enti Locali che dichiarano il dissesto, debbono provvedere con risorse finanziarie proprie.

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permalink | inviato da Malas il 13/10/2011 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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