.
Annunci online

Arricale: "Noi dobbiamo fornire la chiave di lettura di chi rappresentiamo"
post pubblicato in diario, il 20 febbraio 2011


                                                                          


“Il Giornalismo non è un esercizio di assoluta oggettività. Ci sono diverse chiavi di lettura. E noi dobbiamo fornire la chiave di lettura dell’azienda o istituzione che rappresentiamo”.
Parola di Antonio Arricale, giornalista professionista, scrittore e responsabile della Comunicazione e dell’ufficio stampa dell’Unione Industriali di Caserta dal novembre 2005 fino ad oggi. 

Regola numero uno per Arricale per essere un buon comunicatore nell’ambito di un ufficio stampa è quella di “conoscere bene l’organizzazione ossia la macchina del giornale con cui ci si va ad interfacciare nel momento in cui si propone qualcosa e fare in modo che la materia diventi appetibile utilizzando uno stile tipico giornalistico. Il nostro lettore è il redattore di turno. I giornali, che sono una merce ed hanno quindi un valore commerciale, sono soprattutto fatti di cronaca basata sulle cosiddette 5S cioè sesso, sangue, salute, soldi e successo, che sono ciò che attira maggiormente un lettore. Anche l’attività del comunicatore è merce da vendere e quindi è importante dare valore alla comunicazione. Se si scrive in modo tale che la cosa abbia un peso, un valore giornalistico, allora il giornale ti pubblica. Ignorare una notizia di peso equivale ad una merce in meno da vendere in edicola”. Altro aspetto da tenere bene in considerazione per il responsabile della Comunicazione dell’Unione Industriali è il fatto che “nelle redazioni dei giornali così come nei Telegiornali arrivano una serie infinita di comunicati stampa” e in pratica, secondo Arricale, se non si colpisce il giornalista facendogli capire l’importanza della notizia che si sta fornendo nelle prime battute del comunicato rispettando quindi anche la regola delle 5W (Chi, che cosa, dove, quando e perché), è molto facile che quel comunicato venga facilmente cestinato. Un’altra cosa da fare, per lo stesso giornalista, è curare il rapporto interpersonale con i giornalisti delle redazioni attraverso telefonate o magari incontri diretti.
Sono tutte facce della stessa medaglia che fanno la differenza tra un mediocre e un ottimo comunicatore. Quello dell’addetto stampa non è certo un lavoro facile: smussare gli angoli, trovare sempre le parole giuste, evitare di entrare per così dire in rotta di collisione con i redattori di turno che hanno in genere poco tempo a disposizione da dedicare ai comunicatori, scegliere i tempi giusti per entrare in contatto con i giornalisti in redazione (è impensabile farlo quando il giornale è in chiusura oppure negli orari in cui si sa che sono in corso le fondamentali riunioni di redazione dove si scelgono gli argomenti più importanti da trattare il giorno dopo) e scrivere nei modi giusti. L’attività dei redattori è altrettanto ardua: devono in questi casi capire subito se la notizia che gli stanno proponendo è per così dire aria fritta oppure è interessante e magari merita di essere approfondita anche con interviste a parte. Quello che emerge, insomma, è un sottile gioco delle parti nel quale al centro c’è sempre la notizia, poi viene il discorso della tempistica e del modo di comunicare unito allo stile prettamente giornalistico del pezzo da proporre.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. "Arricale"

permalink | inviato da Malas il 20/2/2011 alle 9:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia gennaio        marzo
calendario
adv