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Le tre verità
post pubblicato in diario, il 1 ottobre 2012


Esistono tre verità: la verità dei fatti, la verità dei media e la verità giudiziaria. Non sempre coincidono. Nel vortice di queste tre verità l'unica cosa che ci può salvare è il dubbio e l'uso del condizionale che è d'obbligo nel lavoro del giornalista. Quanti casi di cronaca giudiziaria si potrebbero citare? Tanti. Tantissimi. Non solo vicende famose. In quanti sono stati assolti ingiustamente pur essendo colpevoli per i media e per aver commesso realmente i fatti? Credo in tanti. Eppure le tre verità a volte coincidono anche se la cosa non è sempre facile. In un giornalismo che si divide a volte tra colpevolisti e innocentisti è facile trovare versioni contraddittorie delle vicende. La verità dei media in questo caso si sdoppia. Quanti pedofili o presunti tali dipinti dai media sono stati assolti? Tanti.
Ma dov'è la verità? E' in ognuno di noi. Ciascuno di noi detiene un pezzo di verità. Ma la verità è che non esiste una sola verità valida per tutti. Ciò che per i media è descritto come vero può non esserlo per i magistrati o per l'essenza dei fatti così come sono andati. Esistono verità nascoste che in pochi conoscono. Si può dire che esiste una sorta di relativismo della verità. Tutto è relativo anche la verità. Chi può dire realmente che un fatto sia vero al cento per cento? Quanta improvvisazione può esserci nei media e quanta leggerezza a volte nei giudizi dei magistrati? Il caso Tortora ad esempio insegna: prima condannato in primo grado e poi assolto in Appello con conferma definitiva sancita dalla Cassazione. E quanta gente realmente racconta la verità dei fatti? Ma ci sono troppe verità ancora da scoprire! Occorre andare alla ricerca della verità vera e raccontarla senza peli sulla lingua. 



permalink | inviato da Malas il 1/10/2012 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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